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Sottosezione Carmagnola PDF Stampa E-mail

Il C.A.I. a Carmagnola nasce nel 1977, per opera di appassionati di montagna provenienti da sezioni delle località limitrofe, come Gruppo dipendente dalla Sezione ”Monviso” di Saluzzo; in seguito il Gruppo si è costantemente dilatato fino alla costituzione della “Sottosezione” nel 1981.


Tra le primissime attività bisogna ricordare quella che ne ha accompagnato la nascita, rinsaldando l’affiatamento dei componenti: l’apertura, in collaborazione con il Gruppo A.N.A. Carmagnolese, del “Rifugio Carmagnola” in alta Val Maira. Questo è stato ottenuto riattando un vecchio baraccamento militare esistente, rendendolo atto ad accogliere alpinisti ed escursionisti di passaggio. Purtroppo con il passare degli anni, nonostante l’impegno economico e di mano d’opera profuso, le infiltrazioni d’acqua e gli innumerevoli atti di vandalismo e furti di arredi ci hanno costretto, nel 2010, a lasciare ad altri l’onere della gestione dell’immobile.


Nel 1977, mediante una convenzione con la Sezione di Saluzzo, proprietaria della costruzione, l’allora Gruppo Carmagnolese del CAI assumeva in gestione il rifugio “Unerzio”, a Pratorotondo, sette chilometri da Acceglio in Val Maira, impegnandosi contemporaneamente alla sua ristrutturazione. Oggi, dopo più di un trentennio di manutenzione e migliorie, possiamo affermare di avere trasformato il vecchio rifugio in un’accogliente Capanna Sociale con servizi igienici, possibilità di doccia calda, riscaldamento in tutti i locali, apprezzato dai numerosi frequentatori sia estivi sia invernali che ne usufruiscono come base per le innumerevoli gite che si possono compiere nei dintorni.
Dal 1978 sono stati svolti corsi biennali di aggiornamento “scuola-montagna” per insegnanti elementari e medi; corsi ideati per dare loro una più approfondita conoscenza dei vari aspetti della montagna: dall’escursionismo al pronto soccorso, dalla meteorologia all’ecologia alpina, per consentire agli insegnanti di fare avvicinare gli alunni all’ambiente tanto avvincente quanto complesso delle nostre Alpi. Prendendo spunto dalla necessità di avere personale qualificato per accompagnare bambini alla scoperta della montagna, numerosi soci hanno partecipato a corsi di Alpinismo Giovanile ottenendo la qualifica di Accompagnatori di cui uno approdato poi alla qualifica di Accompagnatore Nazionale.


Tra le attività di divulgazione sono state organizzate, con la collaborazione del Comune e della Biblioteca Civica di Carmagnola diverse mostre quali:

  • La Montagna, in collaborazione con la Brigata Alpina Taurinense e il Comune di Melle e Casa Cavassa.
  • Mostra di minerali, manufatti litici e fossili, in collaborazione con la Facoltà di Geologia dell’Università di Torino.
  • Flora e fauna di media montagna, in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola.
  • Flora e fauna di alta montagna, in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola.
  • I primi abitatori delle Alpi, in collaborazione con il Centro di Archeologia Sperimentale di Torino.
  • La Guerra Bianca 1915-1918, in collaborazione con il Museo della Grande Guerra di Rovereto, il Museo Nazionale dell’Artiglieria di Torino, il Gruppo A.N.A. di Carmagnola.
  • Alessandro Roccati, in collaborazione con la Fondazione Sella di Biella.

Infine non si può non citare il “Roc ‘d Bosc”, struttura di arrampicata che fin dal 1993 è una delle attrattive più gettonate del Settembre Carmagnolese e che ora si sta evolvendo come struttura permanente di prossima inaugurazione nel cortile della sede C.A.I.
Per quel che riguarda l’alpinismo, attività forse basilare per un’associazione come la nostra, i soci carmagnolesi si sono fatti valere un po’ su tutto l’arco alpino, compiendo una serie di pregevoli salite tra le quali: pareti nord e nord-ovest del Monviso, l’apertura di una nuova via, in invernale, sulla parete Nord-Ovest del Monte Chersogno. Alcune importanti vie sono state salite nel gruppo del Monte Bianco come il Pilier Gervasutti al Mont Blanc du Tacul, la parete nord della Tour Ronde, la parete sud del Dente del Gigante, sperone della Brenva, cresta Kuffner al Mont Maudit, la Poire; la cresta Rey della Punta Dufour al Monte Rosa, la traversata cresta del Leone- Hornli al Cervino. Numerose salite sono state anche eseguite nelle Alpi Centrali e nelle Dolomiti come la Biancograt al Bernina, la via Cassin al Pizzo Badile, il Campanile Basso di Brenta, la Cima Grande di Lavaredo, il Campanile di Val Montanaia. Non sono state altresì disdegnate spedizioni all’estero, soprattutto nelle montagne del vicino Delfinato, dove sono stati scalati il Pelvoux, la Meije, la Barre des Ecrines, l’Aiguille Dibona e anche mete esotiche come il Couloir Diamond al Mount Kenia o il raggiungimento del Campo Base dell’Everest. Tra le attività collaterali all’alpinismo, bisogna ricordare la riscoperta e la ristrutturazione della via ferrata al Monte Oronaye, uno dei pochi esempi di “ferrata” di origine bellica esistente sulle Alpi Occidentali.
Anche se l’alpinismo riveste per noi una notevole importanza, non abbiamo sicuramente dimenticato l’escursionismo; tutti gli anni vengono infatti programmate gite sociali dirette a luoghi caratteristici delle montagne piemontesi e valdostane. Queste gite, guidate da alcuni soci che hanno conseguito la nomina di Accompagnatori di Escursionismo, sono un’ottima occasione per godere la montagna, scoprendo a volte angoli ad alcuni sconosciuti, in allegra compagnia e rinsaldare ancora di più la nostra amicizia.
Non va tuttavia dimenticata l’attività invernale che con sci e racchette è praticata da un numero sempre crescente di soci che rifuggendo dal caos delle piste battute, riscoprono l’arcaica bellezza delle nevi vergini, del silenzio, dello sforzo personale per raggiungere la meta. Si tratta di un modo per frequentare in inverno la montagna con la stessa libertà e spirito di avventura che ci pervade nella stagione estiva.
Alcuni soci si cimentano anche nell’esplorazione delle grotte, un alpinismo questo diverso dal solito, definito da alcuni “alpinismo all’ingiù” per la sua caratteristica di avventurarsi nelle profondità della terra. Si tratta comunque di una pratica che non ha nulla da invidiare alle ascensioni perché offre spettacoli di grande appagamento estetico, tecnico e scientifico. Notevole il livello tecnico raggiunto da loro, con esplorazioni di grotte, in Italia e all’estero, che sono culminate nella zona del Marguareis e della valle Po con la scoperta di rami nuovi ancora inesplorati.
Infine i nomi di coloro che hanno guidato la nostra sottosezione in tutti questi anni concorrendo a costruire e far crescere questa realtà dai “quattro gatti” iniziali agli oltre 180 soci attuali, quasi tutti in attività.

  • Gastone Astegiano
  • Domenico Audisio
  • Sergio Genero
  • Armando Rimondotto
  • Oscar Casanova
  • Stefania Agostini
  • Giuseppe Mulassano